Possono presentare le certificazioni al Ministero dell'Interno - nel caso in cui abbiano conseguito maggiori oneri derivanti dai contratti di servizio per la gestione dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale - solamente unioni di comuni, consorzi, comunità montane e province della regione Sardegna

Con circolare n.4/2020 del 12 febbraio, il Ministero dell'Interno (Finanza Locale) ha fornito importanti chiarimenti in merito al rimborso dell'IVA sul trasporto pubblico locale (TPL).

In primis, si ribadisce che con una pronuncia del Consiglio di Stato è stato stabilito che i consorzi tra enti locali possono essere assegnatari del contributo in questione, mentre non possono presentare la certificazione per essere ammessi alla contribuzione le province, le città metropolitane, i comuni delle regioni a statuto ordinario ed i comuni della regione Sardegna, in quanto le risorse relative al contributo in argomento sono state fiscalizzate nei confronti dei medesimi enti a seguito delle disposizioni normative in materia di Federalismo Fiscale introdotte a partire dall'anno 2011. 

Restano parimenti esclusi da detta assegnazione, come già su evidenziato, le province (liberi consorzi comunali per la Regione Sicilia) i comuni, le unioni di comuni, le città metropolitane e le comunità montane facenti parte delle regioni Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Sicilia.

Enti locali ammessi alla presentazione delle certificazioni e termini

Possono presentare le certificazioni al Ministero dell'Interno nel caso in cui abbiano conseguito maggiori oneri derivanti dai contratti di servizio per la gestione dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale, stipulati in applicazione all'art. 19 del d.lgs. 422/1997, i seguenti enti:

- unioni di comuni;

- consorzi;

- comunità montane;

- province della regione Sardegna.

Le certificazioni riportate nel decreto attuativo del 22 dicembre 2000, da presentare al Ministero dell'Interno, sono il modello "B" con cui l'ente dichiara l'importo che presume di pagare nel corso dell'anno a titolo di IVA, ed il modello "B1" relativo al dato definitivo (a consuntivo) dell'IVA pagata dal medesimo ente nell'anno precedente.

Al fine dell'assegnazione, nell'anno 2020, del contributo in esame la certificazione di cui al modello "B" deve essere prodotta entro il termine del 28 febbraio 2020 mentre è fissato al 30 aprile 2020 il termine ultimo per presentare il modello "B1" relativo al dato definitivo dell'IVA pagata per la gestione del servizio di trasporto pubblico nel 2019.

Tardiva e mancata presentazione delle certificazioni

La tardiva o mancata presentazione del modello "B" entro il termine del 28 febbraio 2020 comporta la mancata corresponsione, entro il 30 giugno 2020, della prima rata, nel limite del 70 per cento dei presunti pagamenti delle spese relative agli oneri di cui all'art.3 del decreto applicativo del 22 dicembre 2000, relative all'anno 2019.

La tardiva o mancata presentazione del modello "B1" entro il termine del 30 aprile di ciascun anno comporta la perdita del diritto alla corresponsione del relativo contributo e determina il recupero da parte del Ministero dell'Interno della prima rata versata eventualmente entro il 30 giugno dell'anno precedente e in generale la perdita del diritto alla corresponsione del contributo.

Nel caso di mancata presentazione del modello "B" (previsione di spesa per l’anno 2020) entro il termine del 28 febbraio 2020, ovvero, nel caso di trasmissione del modello "B" oltre il termine del 28 febbraio 2020, l’ente non perde il diritto all’assegnazione del contributo anno 2020. In questo caso l’ente non beneficerà del pagamento in acconto, da effettuarsi entro il 30 giugno 2020, tuttavia, lo stesso avrà la possibilità di trasmettere, entro il 30 aprile 2021, il modello "B1" con cui certifica a consuntivo l’IVA pagata nel 2020.

Per il rispetto dei sopracitati termini, verranno considerati la data d'arrivo (se consegnata a mano) o quella del timbro postale (se spedita). Possibile anche l'invio tramite PEC della Prefettura-UTG competente: in tal caso il certificato, in formato PDF, dovrà recare la firma autografa del responsabile del servizio finanziario e del responsabile del servizio come previsto nei modelli di certificato allegati al decreto attuativo del 22 dicembre 2000. L'originale del certificato dovrà essere conservato dall'ente ed esibito per eventuali verifiche.


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