Tar Campania: il dipendente pubblico finito sotto processo disciplinare non può conoscere i nomi dei colleghi che l'hanno denunciato perché sono coperti dalla legge sul whistleblowing

In materia di whistleblowing (art. 54-bis del d.lgs. 165/2001, modificato dall'art.1 della legge 179/2017), segnaliamo la sentenza 1553/2019 del Tar Campania, dove si forniscono svariati chiarimenti utili per una miglior comprensione della normativa in questione.

Questa pronuncia è interessante anche perché chiarisce i confini tra il diritto all'accesso ai documenti e la tutela della segnalazione anonima propria del whistleblower: la normativa in materia di whistleblowing pone infatti non pochi problemi all’interprete chiamato a definire, ai fini del diritto di accesso (e senza conoscere il contenuto delle segnalazioni), il predetto confine stabilendo quando si ha a che fare con una segnalazione effettuata “nell’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione” e quando nell’interesse personale o per rivendicazioni inerenti al rapporto di lavoro (per i quali sarebbe del tutto irragionevole sottrarre la relativa documentazione all’accesso).

Nel caso specifico, l’amministrazione, acquisite le segnalazioni ed effettuata un’indagine ispettiva, ha contestato alla ricorrente (preside di un'istituto scolastico) le seguenti violazioni.

- “a) inosservanza delle direttive, dei provvedimenti e degli obblighi di servizio, non avendo assicurato il rispetto della legge e delle direttive generali e di quelle impartite dall’Amministrazione;

- b) aver assunto una condotta non osservante dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza dell’attività amministrativa, nonché dei principi di leale collaborazione, di diligenza e fedeltà di cui agli artt. 2104 e 2105 del codice civile;

- c) non aver stabilito, nello svolgimento della propria attività, un rapporto di fiducia e di collaborazione nei rapporti interpersonali con gli utenti, nonché all’interno dell’istituzione e con gli addetti alla struttura, non avendo mantenuto una condotta uniformata a principi di correttezza e non essendosi astenuta da comportamenti lesivi della dignità della persona, nuocendo anche all’immagine dell’amministrazione;

- d) aver assunto una condotta, negli ambienti di lavoro, non conforme ai principi di correttezza verso i dipendenti;

- e) aver disatteso all’obbligo di adottare correttamente atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, nonché di provvedere adeguatamente alla gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo”.

Tra i comportamenti contestati si fa riferimento anche a un possibile danno erariale (per effetto del maturare degli interessi legali) per omessa corresponsione di compensi a un docente. La ascrivibilità delle segnalazioni alla categoria di quelli effettuati “nell’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione” si ricava dalla stessa elencazione degli addebiti e dalla enumerazione delle situazioni che hanno condotto all’adozione del provvedimento disciplinare.

In definitiva: 

- il ricorso deve essere accolto nella parte in cui riguarda l’accesso alle relazioni ispettive (nonché a tutti gli altri atti istruttori del procedimento disciplinare, ove esistenti) con oscuramento delle parti riguardanti l’identità dei segnalanti e il contenuto delle segnalazioni;

- il ricorso deve essere respinto nella parte in cui si chiede l’ostensione delle segnalazioni pervenute all’amministrazione procedente.

Riepilogo dei paletti del whistleblowing

- l'istituto del whistleblowing non è utilizzabile per scopi essenzialmente di carattere personale o per contestazioni o rivendicazioni inerenti al rapporto di lavoro nei confronti di superiori;

- il dipendente pubblico finito sotto processo disciplinare non può conoscere i nomi dei colleghi che l'hanno denunciato perché sono coperti dalla legge sul whistleblowing;

- le segnalazioni anonime non sono utilizzabili contro di lui nel procedimento;

- l'incolpato può comunque ottenere la relazione realizzata dagli ispettori sul suo conto, per quanto piena di omissis su persone e circostanze poiché oltre al diritto di difesa del lavoratore va garantita la possibilità di tutelarsi in altre sedi. 


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