Tribunale di Bologna: il prelievo ematico effettuato fuori da esigenze cliniche necessita del preventivo consenso dell'imputato, pena l'inutilizzabilità degli esiti dell'accertamento

Se non c'è preventivo consenso, il risultato del prelievo ematico effettuato per verificare la guida in stato di ebbrezza è inutilizzabile ai fini di legge.

Lo ha affermato il Tribunale di Bologna nella sentenza 3096/2019, riferita al caso di un accertamento - post incidente stradale - che dava esito positivo risultando un tasso alcolemico pari a 2,06 g/l.

Nel caso di specie l'imputato, trasportato in ospedale dopo l'incidente, era stato sottoposto a prelievo ematico su richiesta dei Carabinieri ma la pubblica accusa non è stata in grado di dimostrare se l'imputato avesse prestato il preventivo consenso al prelievo: tale circostanza, secondo il Tribunale, rende inutilizzabili ex art. 191 cpc gli esiti dell'accertamento ematico in quanto, secondo costante giurisprudenza, il prelievo effettuato fuori da esigenze cliniche necessita a tale scopo del preventivo consenso dell'imputato che, come detto, in questo caso non vi è prova che sia stato espresso.

In definitiva, il fatto non sussiste.

NB - Ricordiamo che, in seguito a quanto affermato dalla Consulta nella sentenza 238/1996, l'accertamento "invasivo" è illegittimo e processualmente inutilizzabile solo se effettuato senza consenso dell'interessato in caso di iniziativa dell'organo di polizia a fini processuali (cfr. Cass. n. 94/2016).

Ne deriva che il consenso dell'interessato assume rilievo, per escludere la possibilità di effettuare il prelievo ematico, solo qualora si trattasse di un "accertamento richiesto dalle forze di polizia con l'unico fine di accertare l'eventuale stato di ebbrezza".

Se, al contrario, il prelievo di sangue viene effettuato con scopi sanitari e terapeutici (in occasione del ricovero a seguito di un incidente stradale, ma per verificare le condizioni di salute e non solo lo stato di ebbrezza), non si pone un problema di invasione indebita della sfera privata e, quindi, non è necessario il consenso del paziente.  Anzi, nel caso di ricovero ospedaliero a seguito di incidente stradale, l'eventuale "dissenso" dell'interessato a sottoporsi al prelievo ematico farebbe scattare l'ipotesi del rifiuto sanzionata penalmente ex art.186, comma 7, C.d.S., espressamente estesa proprio al caso, previsto dal precedente comma 5, del "conducente coinvolto in incidente stradale e sottoposto a cure mediche".


  • Grafiche E. Gaspari Srl
  • Via M. Minghetti 18
  • 40057 Cadriano
  • di Granarolo Emilia (Bologna)
  • Certificazione ISO
  • Certificazione
    UNI EN ISO 9001
    per i servizi di stampa e postalizzazione

© Copyright 2019 Gaspari S.r.l.