L'Agenzia delle Entrate chiarisce quali sono le modalità di calcolo della superficie catastale presente nelle visure catastali e utilizzabile, a determinate condizione, ai fini Tari

Con risposta n.306 del 23 luglio 2019, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito, in un'istanza di  interpello, quali sono le modalità di calcolo della superficie catastale presente nelle visure catastali e utilizzabile, a determinate condizione, ai fini Tari.

Relativamente al tema della superficie assoggettabile alla Tari, l'Agenzia delle Entrate chiarisce che:

  • la formulazione originaria dell’art. 1, comma 645, della legge 147/2013 prevedeva che: “Fino all’attuazione delle disposizioni di cui al comma 647, la superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano assoggettabile alla TARI è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati.”;
  • all’attualità, per espressa previsione del più volte richiamato comma 645, la superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel Catasto Edilizio Urbano assoggettabile alla tassa sui rifiuti (TARI) è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati;
  • quanto alle attività di accertamento della TARI, il successivo comma 646, prevede che: “... il comune, per le unità immobiliari iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, può considerare come superficie assoggettabile alla TARI quella pari all'80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138”.

Ricordiamo, per completezza, che l'art.3 del dpr 138/1998 stabilisce che la superficie catastale degli immobili del gruppo R, nel quale rientra l'immobile di cui il richiedente del caso di specie è proprietario, è data dalla somma:

  • a. della superficie dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali, quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi e simili;
  • b. della superficie dei vani accessori a servizio indiretto dei vani principali, quali soffitte, cantine e simili, computata nella misura del 50%, qualora comunicanti con i vani di cui alla precedente lettera a); del 25% qualora non comunicanti;
  • c. della superficie dei balconi, terrazze e simili, di pertinenza esclusiva della singola unità immobiliare, computata nella misura del 30%, qualora comunicanti con i vani di cui alla precedente lettera a).


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