Il MIT fornisce alcune importanti indicazioni operative relative al certificato di revisione di cui all' art. 8 del DM 214 del 19 maggio 2017

Con circolare prot. n.4497 del 13 febbraio 2019, il Ministero dei Trasporti (Motorizzazione) ha pubblicato alcune indicazioni operative sul nuovo certificato di revisione.

In primis, si ricorda partendo dal presupposto che dal 31 marzo 2019 sarebbe stato possibile stampare il certificato di revisione, il MIT ha avviato una fase di sperimentazione al fine di testare il processo e applicare eventuali correttivi. In seguito ai primi riscontri dalla rete operativa vengono quindi fornite alcune indicazioni:

  • oltre all'attestato adesivo, a norma dell'art. 8 del decreto ministeriale 214/2017 la copia cartacea del certificato deve essere rilasciata alla persona che ha presentato il veicolo al controllo;
  • il certificato compilato dal CEO potrà essere stampato in bianco e nero;
  • sono stati segnalati casi, nei centri di controllo privati, nei quali sul certificato non viene riportato il nome corretto dell'ispettore che ha eseguito il controllo tecnico. Tale fattispecie è da ricondurre ad una carente o non aggiornata anagrafica nei dati inseriti in occasione delle autorizzazioni sul portale dell'automobilista;
  • nel corso della sperimentazione o nel primo periodo a regime, le province provvederanno al corretto allineamento delle informazioni. In attesa di tali aggiornamenti, durante la sperimentazione, qualora l'identità dell'ispettore non risultasse corretta, chi ha effettuato il controllo tecnico indicherà le proprie generalità nel campo annotazioni;
  • a partire dal 31 marzo 2019 sarà compito dei software PC prenotazione, con l'aggiornamento già a disposizione e da implementare a cura delle software house, utilizzare lo specifico web service che permette la comunicazione dell'identità dell'ispettore che ha effettuato il controllo;
  • ove non vi fosse riscontro all'archivio del CEO, il campo "Identità Ispettore" risulterà non popolato. In questo caso l'ispettore lo compilerà a mano con carattere stampatello ben leggibile in attesa che l'archivio venga aggiornato dalla provincia competente;
  • In tutti i casi gli ispettori, in attesa di implementare le procedure per il rilascio della firma digitale, dovranno firmare il certificato in maniera olografa.

Con successiva comunicazione, il MIT fornirà le specifiche in materia di uso obbligatorio della firma digitale.


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