L'analisi dell'ANCI sui compiti assegnati ai comuni dal decreto istitutivo del Reddito di Cittadinanza, con richieste di modifiche da attuare in sede di conversione

L'Anci ha pubblicato la prima nota interpretativa, con alcune riflessioni finali sulle criticità e richieste di modifica, sul cd. Reddito di Cittadinanza di cui al decreto-legge n.4/2019.

In particolare, dopo aver riepilogato i dettagli della misura, ci si concentra sul ruolo dei comuni, che - evidenzia l'Associazione - non hanno più il ruolo di regia della misura complessiva, né sono il primo e unico punto di accesso, come accadeva nel ReI.

Presa in carico e convocazione dei beneficiari

La richiesta del beneficio è effettuata dal cittadino alle Poste Italiane, sia direttamente all’ufficio postale che in via telematica, oppure ai CAF convenzionati con l'INPS. Entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio, ai fini dell'attivazione di un percorso di inclusione lavorativa e/o sociale, i beneficiari vengono convocati dai Centri per l'Impiego (CPI) o dai comuni in base ai seguenti criteri:

a) centri per l'Impiego: i richiedenti che appartengono a un nucleo familiare in cui vi sia almeno un componente con almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • disoccupazione da max 2 anni;
  • < 26 anni;
  • beneficiario Naspi o altro ammortizzatore sociale per disoccupazione involontaria;
  • aver sottoscritto un Patto di servizio in corso di validità presso i CPI.

I beneficiari stipulano un Patto per il Lavoro con un CPI o un'Agenzia per il Lavoro o Ente di formazione (obblighi relativi all'accettazione di 1 su 3 offerte di lavoro in base a specifici requisiti di distanza e di durata del periodo di disoccupazione).

b) Servizi sociali dei Comuni: tutti coloro che non rientrano nelle suddette fattispecie. Il comune procede a una "valutazione preliminare":

  • se emergono bisogni prevalentemente lavorativi, la competenza passa ai CPI, che sottoscrivono un Patto per il lavoro con i beneficiari entro i successivi 30 giorni;
  • se emergono bisogni complessi e multidimensionali, i beneficiari sottoscrivono un Patto per l'Inclusione Sociale con i servizi sociali del comune, che coordineranno interventi di rete con i CPI e gli altri servizi territoriali.

NB - sia nell'ambito del Patto per il Lavoro che del Patto di Inclusione, i beneficiari (esclusi gli esonerati) saranno tenuti a partecipare a progetti utili alla collettività predisposti dai comuni, fino ad 8 ore settimanali.

I compiti dei comuni nel RdC: sintesi

  • verificare i requisiti di soggiorno e residenza (residenza in Italia da almeno 10 anni di cui gli ultimi due in modo continuativo);
  • convocare i richiedenti con bisogni complessi entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio;
  • effettuare la valutazione multidimensionale e predisporre il Patto per l'Inclusione Sociale;
  • attivare i progetti di presa in carico sociale anche dei beneficiari che sottoscrivono il Patto per il lavoro ove opportuno e richiesto;
  • entro 6 mesi dell'entrata in vigore del decreto predisporre i progetti di utilità sociale per tutti i beneficiari che abbiano sottoscritto i Patto per il lavoro e/o il Patto per l'inclusione sociale (max 8 ore settimanali);
  • alimentare le banche dati previste nel decreto;
  • segnalare le informazioni sui fatti suscettibili di dar luogo a sanzioni o alla decadenza del beneficio.


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