Tar Campania: ogni modifica incompatibile con il disegno globale ispiratore dell'originario progetto edificatorio costituisce variante essenziale

Con la sentenza 4605/2017 dello scorso 2 ottobre, il Tar Campania ha fornito importanti chiarimenti in merito alle differenze che intercorrono tra varianti edilizie cd. essenziali e varianti edilizie cd. leggere/minori.

Nel caso specifico, è stato accolto il ricorso di un'agenzia immobiliare contro la disposizione comunale di annullamento di ufficio degli effetti di una Scia (segnalazione certificata di inizio attività) per interventi di restauro e risanamento conservativo di una porzione immobiliare.

II giudici amministrativi ricordano che costituisce variante essenziale "ogni modifica incompatibile con il disegno globale ispiratore dell'originario progetto edificatorio, sia sotto l'aspetto qualitativo sia sotto l'aspetto quantitativo. Ai fini della configurazione dell'ambito di tale istituto, soccorre la definizione di variazione essenziale enunciata dall'art. 32, d.P.R. n. 380 del 2001, la quale ricomprende il mutamento della destinazione d'uso implicante alterazione degli standards, l'aumento consistente della cubatura o della superficie di solaio, le modifiche sostanziali di parametri urbanistico - edilizi, il mutamento delle caratteristiche dell'intervento edilizio assentito e la violazione delle norme vigenti in materia antisismica, mentre non ricomprende le modifiche incidenti sulle cubature accessorie, sui volumi tecnici e sulla distribuzione interna delle singole unità abitative".

Per quel che riguarda la variante minore o leggera, viene richiamato l'art.22 comma 2 del dpr 380/2001, che prevede che "sono subordinate a s.c.i.a. (ex d.i.a.) le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrienon modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizianon alterano la sagoma dell'edificio qualora sottoposto a vincolo ai sensi del d.lgs. n. 42/2004, non violano le prescrizioni eventualmente contenute nel permesso di costruire".

In queste ipotesi, quindi, la Scia costituisce "parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruzione dell'intervento principale e può essere presentata prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori: la formulazione dell'art. 22 consente, pertanto, la possibilità di dare corso alle opere in difformità dal permesso di costruire e poi regolarizzarle entro la fine dei lavori, purché si tratti - come si è visto - di varianti leggere minori o leggere".

In allegato, le schede operative - con focus sulle norme previste in ogni diversa regione - sulla procedura sanzionatoria inerente le varianti al permesso di costruire, aggiornate al d.lgs. 222/2016 (SCIA 2) ed estratte dal Prontuario "La Vigilanza Edilizia":

In allegato, la sentenza 4605/2017 del Tar Campania.


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