Corte Conti Lombardia: se il comune si accorge di aver inquadrato un proprio dipendente, a seguito delle progressioni orizzontali, ad un livello economico più alto rispetto a quello previsto, deve procedere al recupero delle somme indebite percepite dallo stesso lavoratore

Se il comune si accorge di aver inquadrato un proprio dipendente, a seguito delle progressioni orizzontali, ad un livello economico più alto rispetto a quello previsto, deve procedere al recupero delle somme indebite percepite dallo stesso lavoratore.

Lo ha affermato la Corte dei Conti Sez. Lombardia con la deliberazione 249/2017 dello scorso 12 settembre, che ha quindi ritenuto corretta la prospettazione del comune istante, tesa a ritenere non più possibile il recupero degli emolumenti erogati a titolo di progressione economica orizzontale fino al 31 dicembre 2012 (stante la disapplicazione della sanzione della nullità disposta dall'art. 4, comma 3, del decreto-legge 16/2014).

Diversamente, per l'arco temporale 2013-2016, torna ad essere applicabile la regola generale posta dall'art. 40, comma 3-quinquies, del d.lgs. 165/2001, con conseguente nullità degli emolumenti economici attribuiti e recupero a carico del dipendente beneficiario.

In definitiva:

  • fino al 31 dicembre 2012 si produce un effetto sanante e di conseguenza, le somme erogate in eccesso a titolo di progressione economica orizzontale non sono ripetibili né nei confronti del diretto interessato né della generalità del personale dipendente; 
  • per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016, l'erogazione di emolumenti accessori in contrasto con la legge o con il CCNL è colpita da nullità e, come tale, qualifica come indebito il pagamento effettuato a favore del dipendente, nei cui confronti deve essere pertanto operato il relativo recupero;
  • le somme recuperate a carico di un dipendente di un ente locale, a seguito di accertata erogazione illegittima di emolumenti economici accessori, non possono alimentare i fondi per la contrattazione integrativa degli anni successivi, ma confluiscono, in modo indistinto e senza vincoli di destinazione, nel bilancio dell'ente.


In allegato, la deliberazione 249/2017 della Corte dei Conti - Sez. Lombardia.


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