Il parere positivo reso dalla Corte, però, nei fatti si incaglia sulla mancanza, nello stesso decreto, di due elementi fondamentali per l'applicazione pratica della norma: mancano le formule per la celebrazione e l'istituzione del registro provvisorio per l'annotazione. Senza questi elementi, i Comuni non possono procedere a celebrare unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Celebrare un'unione civile senza che si siano predisposti i registri e si siano comunicate le formule è impossibile. A meno che il Governo non affermi chiaramente che il Comune può gestire la questione autonomamente e autoregolarsi in materia.

Il Consiglio di Stato, con il parere 21 luglio 2016 n. 1695 ha dato il proprio via libera allo schema di Dpcm con le disposizioni transitorie in materia di unioni civili, è vero, ma ha espressamente aggiunto l'invito all'esecutivo di provvedere a colmare due lacune fondamentali per l'applicazione del testo di legge licenziato dal Parlamento e pienamente in vigore dal 5 giugno 2016.

Per approfondire l'argomento, vi invitiamo a leggere la nota operativa preparata dal nostro consulente in materia di stato civile su Progetto Omnia.
Su Post It, poi, trovate pronto l'articolo per aggiornare i vostri siti web: richiedi la password gratuita registrandoti alla newsletter. Potrai accedere e condividere tutti i nostri contenuti.


  • Grafiche E. Gaspari Srl
  • Via M. Minghetti 18
  • 40057 Cadriano
  • di Granarolo Emilia (Bologna)
  • Certificazione ISO
  • Certificazione
    UNI EN ISO 9001
    per i servizi di stampa e postalizzazione

© Copyright 2019 Gaspari S.r.l.