Le ultime modifiche apportate al Codice dei Contratti Pubblici e le disposizioni introdotte nella bozza della Legge di Stabilità riformano in parte la disciplina degli acquisti soprattutto per i Comuni più piccoli.

L'art.9, comma 4, del D.L. n. 66/2014, convertito, con modifiche, dalla Legge n. 89/2014 ha modificato l’art. 33 comma 3-bis del D.Lgs. n. 163/2006 che adesso dispone:
“I Comuni non capoluogo di provincia procedono all'acquisizione di lavori, beni e servizi nell'ambito delle  unioni dei comuni di cui all'articolo 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici anche delle province, ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle province, ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56. In alternativa, gli stessi Comuni possono acquisire beni e servizi attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da Consip S.p.A. o da altro soggetto aggregatore di riferimento. L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture non rilascia il codice identificativo di gara (CIG) ai comuni non capoluogo di provincia che procedano all'acquisizione di lavori, beni e servizi in violazione degli adempimenti previsti dal presente comma”.
Il MePa altro non è che uno strumento di acquisto messo a punto da Consip S.p.A. per agevolare e canalizzare gli acquisti degli Enti locali. Per questo motivo, il Comune che intenda procedere ad un acquisto avvalendosi di tale strumento, non solo potrà farlo tranquillamente ma in fase di acquisizione del CIG sul portale dell’ANAC dovrà barrare la seguente dicitura:
√ Intende procedere all'acquisizione secondo le modalità indicate dall'art. 9, comma 4, del D.L. n. 66/2014, convertito, con modifiche, dalla Legge n. 89/2014 oppure dall’art. 23-ter del D.L. 90/2014, convertito, con modifiche, dalla Legge n. 114/2014;
La Legge di Stabilità prevede, nel testo non ancora definitivo, una deroga alla regola generale (quella che prevede l’obbligo di effettuare acquisti di beni e servizi mediante il prioritario ricorso agli strumenti elettronici d’acquisto) per gli acquisti di importo inferiore ai 1.000 euro, per i quali si potrà evitare il ricorso agli strumenti elettronici.


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