Due interpretazioni della Cassazione danno indicazioni utili sull'utilizzo dell'etilometro, la prima fissa il principio che ai fini dell’integrazione della condotta illecita di cui all’art. 186 del Codice della Strada, il numero di ruote (2 o 4) del veicolo guidato ovvero la presenza di un motore, non hanno alcuna rilevanza; l'altra conferma che se l'interessato non viene avvertito che può farsi assistere da un legale, non solo l'accertamento si annulla, ma la nullità può essere fatta valere fino alla sentenza di primo grado.

Quanto al reato di guida in stato d'ebbrezza la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4893 del 2.02.2015 afferma che Il reato di guida in stato di ebbrezza può essere commesso anche dai ciclisti.
Per la Corte cio" che conta è l’effettiva idoneità del mezzo ad “interferire con il regolare e sicuro andamento della circolazione stradale, con la conseguente creazione di un obiettivo e concreto pericolo per la sicurezza e l’integrità del pubblico degli utenti della strada” – cosa che può essere attribuita anche ad una bicicletta, se condotta da persona brilla o ubriaca.
Conclude la Corte che la Polizia può sottoporre alla prova del palloncino anche i ciclisti, ai quali, in caso di esito positivo del test, si applicheranno le dovute sanzioni – amministrative o penali, a seconda del tasso alcolemico riscontrato.
Le sezioni Unite della Cassazione con la sentenza depositata il cinque febbraio 2015, n. 5396 puntualizzano il principio che se l'interessato non viene avvertito che può farsi assistere da un legale, non solo l'accertamento dello stato di ebbrezza si annulla, ma la nullità può essere fatta valere fino alla sentenza di primo grado.
In molti casi la guida in stato di ebbrezza non è una semplice violazione amministrativa (lo è solo se il tasso alcolemico è compreso tra 0,51 e 0,80 grammi/litro), ma un reato e l'alcol test è il primo atto di quella che può diventare vera e propria indagine giudiziaria.
Nel caso di reato è indubbio che l'avvertimento diventi obbligatorio:le Sezioni unite confermano che in questo caso si rientra nell'obbligo previsto dall'articolo 114 delle Disposizioni di attuazione del Codice di procedura penale.
La sentenza in questione non ricorda ciò che è pacifico per la giurisprudenza: "dopo aver avvertito l'interessato, gli agenti possono procedere comunque al test, se l'avvocato del conducente non arriva in tempi brevi (altrimenti il risultato non riflette più la situazione esistente nel momento in cui l'interessato stava guidando).


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